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Celestino-Vietti-2020Grande Italia nel Gran Premio della Stiria, sesto appuntamento del Mondiale Moto3 2020. Dopo un fine settimana con più dubbi che certezze, i nostri portacolori cambiano marcia proprio al momento giusto e piazzano una doppietta davvero clamorosa. Celestino Vietti (Sky Racing team VR46) vince la prima gara della sua carriera con pieno merito, dopo una gara condotta in maniera attentissima, senza la minima sbavatura ed un finale nel quale ha saputo estrarre il massimo dalla propria Ktm.

Seconda posizione per Tony Arbolino (Honda Rivacold) che cede nel duello decisivo per 410 millesimi, dopo aver condotto a lungo la prova odierna. Completa il podio del Red Bull Ring il giapponese Ai Ogura (Honda Asia) terzo con un distacco di 938 millesimi.

Quarta posizione per l’argentino Gabriel Rodrigo (Honda Kommerling) a 1.182 secondi dalla vetta, mentre conclude quinto il leader della classifica generale, lo spagnolo Albert Arenas (KTM Aspar) con un distacco di 1.380, ma con punti importanti messi in cascina per la corsa al titolo. Chiude sesto il sudafricano Darryn Binder (KTM CIP) a 1.440, mentre è settimo Tatsuki Suzuki (Honda SIC58) a 1.478. Ottavo lo spagnolo Raul Fernandez (Red Bull KTM Ajo) a 1.265, nono il nostro Stefano Nepa (KTM Aspar) a 6.937 dopo una bella rimonta, mentre chiude la top ten lo spagnolo Sergio Garcia (Honda EG 0,0 VDS) a 8.50. Si ferma in undicesima posizione Dennis Foggia (Honda Leopard) mai della partita oggi, con un distacco finale di ben 10.660, mentre in tredicesima troviamo Andrea Migno (Sky Racing team VR46) a sua volta deluso e deludente a 14.381. Si ferma in sedicesima posizione Niccolò Antonelli (Honda SIC58) sempre più in difficoltà con la propria moto a 16.084, quindi ventitreesimo Davide Pizzoli (KTM BOE) a 27.533.  Si ferma per una caduta dopo pochi chilometri, invece, Riccardo Rossi (KTM BOE).

A questo punto in classifica generale Albert Arenas procede spedito in vetta con 106 punti contro gli 81 di Ai Ogura ed i 67 di John McPhee che è caduto nelle fasi conclusive. Quarto posto per Celestino Vietti con 65, quinto per Tony Arbolino con 60. 

Allo spegnimento dei semafori il migliore scatto è quello di Tony Arbolino che imbocca per primo curva 1 davanti a Rodrigo, Fernandez, Suzuki, Arenas e Vietti, mentre Masià per un contatto finisce in ultima posizione. Per il resto il gruppo si snoda senza intoppi e la gara può prendere il proprio via normalmente.

Arbolino prova subito a forzare i tempi, portando con sè Rodrigo, Fernandez, Suzuki e Ogura componendo un quintetto che prova la fuga. Dalla sesta posizione di Vietti, infatti, il distacco è già di 1.2 secondi. Il tentativo di scappare tuttavia non è semplice, perchè da dietro si rifanno sotto, mentre all’inizio del quarto giro si conclude la gara di Riccardo Rossi che cade in curva 1.

Darryn Binder piazza il record assoluto in 1:36.172 nel corso del quinto giro e permette il ricongiungimento. Ora il gruppo di testa è composto da una quindicina di piloti, come nella tradizione della classe più leggera. Il cielo continua a farsi sempre più scuro e minaccioso, con le nuvole che vanno a coprire il Red Bull Ring, mentre Arbolino continua a comandare il plotone dopo 7 giri con Rodrigo, Suzuki e Binder uno dietro l’altro. In totale il gruppo di testa vede 12 elementi, per una selezione maggiore rispetto ai canoni della Moto3.

Quando si arriva a metà gara tutto rimane immutato, con Arbolino e Rodrigo che si scambiano il ruolo di leader, mentre alle loro spalle rimangono tutti in fila indiana, da Binder a McPhee, da Vietti e Suzuki. Il gruppo di testa ormai ha scavato un solco di oltre un secondo sugli inseguitori, per cui saranno loro a giocarsi il successo. Nel frattempo nelle retrovie cade anche Jeremy Alcoba in curva 3.

A 5 giri dalla conclusione arriva uno scossone non da poco. In curva 1 vanno a contatto Deniz Oncu e Ayumu Sasaki che finiscono entrambi violentemente sull’asfalto. Nessun problema fisico per i due, fortunatamente, ma il gruppo di testa si riduce. L’ultimo giro prende il via con Arbolino e Vietti che tentavo la fuga e vanno a giocarsi il successo in un derby italiano. La spunta il torinese che conquista il primo successo della carriera.

Allegati:
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