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herlings-cairoliMancava solamente la matematica, ed è ampiamente arrivata: Jeffrey Herlings (KTM) è il nuovo campione del mondo della classe MXGP. L’olandese, infatti, ha vinto, o per meglio dire dominato, la prima manche della sua gara di casa sulla sabbia di Assen, rifilando quasi 40 secondi a Tony Cairoli (KTM) che, a questo punto, cede lo scettro della classe regina al suo giovane rivale.

Come detto, Gara-1 non ha avuto storia, con il terzo classificato, il britannico Max Anstie (Husqvarna) che ha chiuso a 1:08 dalla vetta. Quarta posizione per lo sloveno Tim Gajser (Honda) a 1:10, quinta per il secondo olandese Glenn Coldenhoff (KTM) a 1:11, sesta per il britannico Shaun Simpson (Yamaha) a 1:18, mentre dalla settima posizione del francese Gautier Paulin (Husqvarna) tutti hanno chiuso con un giro di distacco.

Completano la top ten tre belgi: Kevin Strijbos (KTM), Clement Desalle (Kawasaki) e Julien Lieber (Kawasaki).  Chiude in 14esima posizione il nostro Alessandro Lupino (Kawasaki) ad un giro di distacco, mentre è 31esimo Ivo Monticelli (Yamaha) che ha chiuso anzitempo, dopo soli 10 giri.

Jeffrey Herlings vince anche gara-2 del GP d’Olanda 2018, ad Assen, penultima prova del Mondiale di MXGP. Il centauro olandese, ha concesso il bis nella seconda, ottenendo la trentunesima vittoria stagionale (singola gara) e la quattordicesima doppietta del 2018, la settima consecutiva. Numeri spaventosi di un dominio assoluto dell’orange che, davanti al pubblico di casa, si è regalato una giornata che ricorderà per diverso tempo. Herlings si è imposto con 7″631 di vantaggio sul nostro Antonio Cairoli (KTM), il primo degli umani, e con 40″172 di margine sull’altra KTM del connazionale Glenn Coldenhoff. In casa italia da segnalare il 15° posto di Alessandro Lupino (Kawasaki) e il 23° di Ivo Monticelli (Yamaha).

Un successo non banale quello del pilota dei Paesi Bassi nella seconda run, costellato da un errore nelle prime fasi che lo ha costretto ad una grande rimonta, mentre Cairoli ha cercato di approfittarne, per almeno portarsi a casa la vittoria di manche. Niente da fare. JH84 si è confermato un “Cannibale” e superando avversari su avversari si è portato in scia a Tony a metà gara. La sabbia di casa ha esaltato lo stile aggressivo dell’olandese volante e così il pilota di Patti ha dovuto alzare bandiera bianca, accontentandosi di un comunque onorevole secondo posto davanti a Coldenhoff. A completare la top5 troviamo il britannico Max Anstie (Husqvarna), a 41″933,. e l’iridato 2016 Tim Gajser a 1’12″454 dal vincitore, in sella alla Honda.

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